domenica 12 novembre 2017

Sukkiarella

Piacevole sorpresa dell’ultima Lucca, presso l’insospettabile stand KasaObake che pubblica Ale & Cucca, Sukkiarela rappresenta una sorta di pornetto 2.0, un’evoluzione del genere dopo l’esposizione ai manga e alla computer grafica.
La protagonista è una succube laida e burina, a cui viene affidato il compito di eliminare l’umano che sta causando un ammanco dell’80% dei “nuovi arrivati” all’inferno. La seduzione non è il suo forte, né per indole né per aspetto, e di certo non aiuta il fatto che sia munita di una «fica smozzicona», così intraprende un corso d’aggiornamento e infine giunge nell’Aldiquà per eliminare il Dottor Gechillo. La storia si dipana presto tra i rivoli di una narrazione sgangherata e fracassona, in cui compaiono vari personaggi sopra le righe. L’impressione è che l’autore (o autrice?) Dap navigasse a vista mentre scriveva e disegnava Sukkiarella, ma che si sia anche divertito/a un mondo a farlo.
L’albetto è una spassosa raccolta di nefandezze e volgarità, e d’altra parte esordisce con un concorso in cui bisogna individuare il numero esatto di cazzi che compaiono nelle tavole, alcuni opportunamente mascherati da altro.
I punti di forza di Sukkiarella sono l’anarchica follia che la pervade, la raffica di trovate genialmente volgari che si inventa Dap, una protagonista a modo suo simpatica e, cosa non trascurabile, il fatto che il fumetto si conclude veramente con questo unico volume come promesso in copertina. Se poi qualcuno riesce pure a eccitarsi con dei disegni del genere buon per lui.
Un fumetto trash e divertente, insomma, che oltretutto presenta del materiale da utilizzare per i Fumettisti d’Invenzione.

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