venerdì 22 settembre 2017

Lo scrigno dei tesori di Luca Salvagno

In previsione dell’intervista che mi ha concesso e su cui stiamo lavorando, Luca Salvagno mi ha fatto avere una caterva di immagini. Ne propongo una piccola parte, sufficiente a far capire quanto Salvagno non possegga solo una tecnica mostruosa ma sia anche estremamente versatile come disegnatore:






martedì 19 settembre 2017

Historica Biografie 5: Robespierre

Il volume segue l’ascesa e la caduta di Robespierre durante la Rivoluzione Francese e il successivo Terrore, dal 1789 al 1794. Pur se ambientato in un lasso di tempo tutto sommato ristretto, il susseguirsi di avvenimenti e personaggi che affollano la scena avrebbe probabilmente meritato un ulteriore volume per sviluppare compiutamente tutta la vicenda e non lasciare dubbi sulla sorte di alcuni coprotagonisti che escono di scena con la frenesia che caratterizzava quel periodo storico. Più che per gli altri volumi, qui l’approfondimento storico di Hervé Leuwers diventa importante.
Lo stile di Gabella è quello fluente e piacevole che già gli avevo riscontrato in Caterina de’ Medici, ma stavolta raccapezzarsi in questo tourbillon di eventi è più difficile, tanto più che per inserire più sequenze ed informazioni possibili il ritmo è frammentario. Da circa metà volume, dopo un certo entusiasmo iniziale, la lettura si è trascinata lentamente, finché a due pagine dalla conclusione Gabella mi ha dato uno scossone grazie a un bell’espediente narrativo con cui ha ravvivato l’attenzione e ha anche formulato delle considerazioni sull’operato di Robespierre (condivise anche da Leuwers) che ben si sono integrate con la parte narrativa.
Ai disegni Roberto Meli fa un buon lavoro: alla sua base realistica impone un’inchiostrazione bella pastosa che rende espressivi i volti e tridimensionali le figure. Questa sua scelta stilistica comporta però anche una minore definizione dei dettagli delle figure in secondo piano nelle scene di massa, che d’altra parte sono tantissime – onore al merito al disegnatore che si è accollato questa corvè. Vanno segnalati anche i meriti della colorista Chiara Zeppegno, anche lei piuttosto espressionista ma per fortuna poco coprente, e della stessa Mondadori che ha stampato le tavole di Meli perfettamente.
Segnalo solo che a pagina 30 un personaggio viene erroneamente declinato al femminile: la «cittadina Camille» è Camille Desmoulins. Ma d’altra parte il tapino avrebbe subito ben peggio da Robespierre che la confusione sul suo sesso.

domenica 17 settembre 2017

Il Morto 29: La Metà Oscura

Visto il ritardo clamoroso rispetto al numero precedente, datato ufficialmente maggio 2017, mi ero ormai rassegnato ad avere un altro buco nella mia collezione de Il Morto, e invece ecco che finalmente è uscito anche il numero 29!
Un dito in più
Peg si trova coinvolto dalla sua nuova fiamma a vestire i panni della guida turistica in Egitto, dove si incrociano le vicende di un professore arrapato, di un ricettatore di reperti, di una coppia di spie (già vista qui?) e di un padre apprensivo al seguito delle due figlie.
Ovviamente la gitarella non sarà affatto tranquilla e il gruppo verrà assalito da predoni che rapiranno le donne. Peg, stavolta senza ricorrere all’aiuto del Morto, risolverà la situazione insieme al padre apprensivo, che si rivelerà assai meno remissivo di quanto visto all’inizio dell’episodio. Guarda caso, il capo dei predoni altri non è che l’ultimo vecchio commilitone che Peg stava cercando. Non tutti i nodi vengono sciolti, e infatti La Metà Oscura è la prima parte di una storia che continuerà sul numero 30 (sperando che non ci metta troppo a uscire).
I testi sono avvincenti e, pur essendo orientati nettamente all’avventura più che alla satira sociale, sono una piacevole lettura. L’episodio è scritto a due mani da Giovacca e Luca Telloli e anche le tavole sono state realizzate in tandem da Marco Boselli e Piero Conforti, inchiostrati da Ivano Codina. Mi sembra che graficamente questo sia uno dei volumi migliori: gli sfondi sono molto curati e nonostante una certa rigidità delle posture ci sono anche delle vignette molto dinamiche e dei volti molto espressivi.
Un altro dito in più
In appendice una storia breve di H. W. Grungle: Farfalle al Caffè, scritta da Daniele Biglia e disegnata da Luca Cacciolato. L’idea di partenza è molto simpatica e anche i disegni non sono male pur se Cacciolato presenta diverse ingenuità anatomiche.

venerdì 15 settembre 2017

L'orgia dei Monelli!

Dopo averne avuto un’impressione favorevole a un primo assaggio ho deciso di lanciarmi nell’acquisto di altri numeri e ne ho recuperati un bel po’:
(e ancora altri mi attendono)

martedì 12 settembre 2017

Ladri, Maschere e Lune Turche

Dopo averlo conosciuto di persona e aver approfondito il suo metodo e la sua filosofia di lavoro ho molto rivalutato Lele Vianello. Visto che c’ero, ho caldeggiato l’ingresso di questo volume nel club del 25% di sconto, la candidatura è stata accettata e quindi ho messo le mani anche su Ladri, Maschere e Lune Turche.
La storia si apre nel 1778 con una suggestiva aggressione veneziana al Conte di Cagliostro (nientemeno!) da parte di alcuni membri mascherati di una congregazione religiosa. A salvarlo interverrà un altro spadaccino mascherato che si rivelerà a sua volta un personaggio eccellente: Giacomo Casanova. Questa prima parte termina sul più bello con accenni a segreti e a ulteriori avventure dei due che però non avranno seguito.
Per fortuna la prima parte non era un episodio autonomo, ma l’introduzione alla storia portante che si svolge nel 1939: un ladro si intrufola in una casa e fa materializzare involontariamente da uno specchio che era stato nascosto tre figuri che indossano la caratteristica bautta. Né i fascisti né i carabinieri lo hanno in simpatia e il giorno successivo all’incontro soprannaturale, a cui è scappato per miracolo, il ladro viene accusato di un’effrazione che in realtà hanno perpetrato i tre. È quindi con estremo interesse (e sudando copiosamente) che li aiuta a tornare nella loro epoca, da cui sono stati banditi tramite un incantesimo lanciato proprio da Cagliostro.
Un dito in più non si nega a nessuno
La storia termina con un breve epilogo che chiarisce un aspetto della vita amorosa di Casanova solamente accennato all’inizio e ne riassume la vicenda terrena.
Come dice Laura Scarpa nella sua ipertrofica introduzione, Venezia è senz’altro la protagonista di questo fumetto, ma è anche vero che la trama di Ladri, Maschere e Lune Turche è molto più articolata e affascinante di un semplice tour per la città lagunare. Il mix di rigore storico e trovate fantastiche è ben congegnato e non si avverte alcuno stridore nell’associazione dei due elementi. I personaggi elaborati da Vianello sono poi molto affascinanti, anche se (o forse proprio perché) sfoggiano un’attitudine più avventurosa ed eroica che il sarcastico distacco che caratterizzava quelli del Maestro di Malamocco.
Il volume è un solido brossurato di grande formato; le pagine, non numerate, sono 60. La qualità di stampa è buona e restituisce l’incisività dei neri di Vianello, inoltre a dividere le tre parti del fumetto e ad abbellire l’introduzione ci sono diversi acquerelli.

domenica 10 settembre 2017

I Grandi della Scienza 10: Galileo Galilei - Una storia che non sta né in cielo né in terra

Decimo e probabilmente ultimo volume della collana: nella bandella di destra non viene riportata alcuna copertina di un eventuale prossimo numero. Galileo Galilei spicca tra gli altri volumi per diverse ragioni. Innanzitutto è un prodotto di origine italiana; poi l’approccio alla materia è differente, più biografico che divulgativo; inoltre dai dati nelle gerenze (© Kleiner Flug) si intuisce che era stato pensato per un formato più grande, anche se non sfigura nemmeno in questo 17x24; infine, la parte testuale in appendice è nettamente preminente rispetto a quella a fumetti, che occupa solamente 60 pagine delle 144 complessive che conta il volume.
Come dicevo sopra, il fumetto pone di più l’accento sulla vicenda umana di Galileo che sulle sue teorie, aiutato in ciò dallo stile narrativo scelto da Paolo D’Antonio, dal taglio moderno e molto “recitato”. Praticamente non ci sono didascalie, la vicenda si sviluppa tra flashback e flashforward e i dialoghi sono arguti e taglienti, portando in alcune sequenze i personaggi a comportarsi come se fossero in un film di Tarantino. Inoltre D’Antonio fa ricorso a tecniche post-moderne come l’interpellazione diretta all’autore (vedi pagina 28) o il sovrapporsi di piani temporali differenti tramite cui scienziati di epoche diverse possono dialogare tra loro.
Anche grazie a questi accorgimenti il ritratto che ne risulta di Galileo è quello di un uomo dinamico, forse opportunista e senz’altro ossessionato dalla ricerca della verità. Le scene di vita quotidiana contribuiscono a renderlo umano e testimoniano il lavoro di documentazione che è stato fatto. Anche graficamente il lavoro di D’Antonio è piacevole, “nervoso” ma di matrice realistica.
Il fumetto in sé, però, occupa meno della metà del volume (e comunque la storia di Galileo termina a pagina 51 lasciando il campo a 13 tavole di disquisizioni tra Tolomeo e Copernico) e il resto è occupato da un lungo saggio su Galileo di Enrico Bellone. Credo che per i curatori della collana sia un po’ la quadratura del cerchio, perché uno dei due promotori della collana, Le Scienze, ebbe appunto Belloni come direttore dal 1996 al 2008, ma per quanto sia sicuramente interessante credo che lo leggerò con calma più avanti.

Nel complesso I Grandi della Scienza a Fumetti è stata una buona iniziativa. Nessuno dei fumetti presentati entrerà nella storia della Nona Arte, ma dato il carattere quasi esclusivamente divulgativo era una cosa che avevo messo in preventivo sin dall’inizio. Sicuramente i curatori della collana sono stati molto accorti nel presentare per primi i volumi più corposi lasciando quelli brevi alla fine. Francamente se mi fossi trovato di fronte come prima uscita lo smilzo Darwin o T-Minus o Cosmicomic o anche questo stesso Galileo Galilei è probabile che lo avrei lasciato in edicola visto il costo non proprio economico se paragonato ad altre iniziative analoghe. Chiaramente alcuni mi sono piaciuti più di altri ma nel complesso il bilancio è senz’altro positivo.

venerdì 8 settembre 2017

Historica 59 - La Grande Guerra - 14-18 3: La Somme

Terzo volume dedicato all’affresco in dieci episodi sulla Prima Guerra Mondiale che di logica dovrebbe concludersi con un quarto volume di Historica alla fine del 2018.
Come già evidenziato in precedenza e confermando il punto di forza di questa saga, 14-18 non è del tutto un fumetto di guerra perché si concentra anche sulla vita dei civili rimasti a casa e sull’intrecciarsi delle loro vite anche dopo la fine della guerra.
Nel primo episodio qui raccolto, La fotografia (agosto 1916), sul fronte occidentale arriva un’innovazione decisiva, o che tale si vorrebbe che fosse: l’introduzione dei primi carri armati. A caratterizzare con decisione l’episodio ci sono anche le sequenze che ruotano attorno al recupero di un aviatore ferito. Qualcuno troverà la Fede, qualcun altro la perderà e uno degli otto protagonisti principali andrà incontro a un destino infausto.
Nel secondo episodio, Il diavolo rosso (aprile 1917), i soldati francesi si apprestano ad assaltare lo Chemin des Dames, un sentiero ribattezzato “la grotta del drago” dopo che i tedeschi vi si sono trincerati in maniera organizzatissima piazzandoci anche un lanciafiamme. La carneficina che ne consegue è la goccia che fa traboccare il vaso e tra le fila dei soldati comincia a soffiare con vigore il vento della subordinazione. Torna qualche personaggio apparso in precedenza e ne vengono introdotti di nuovi. L’elenco dei protagonisti deceduti si allunga ancora, ma chissà che in un caso non ci sia qualche colpo di scena alla fine.
Il genere non mi fa impazzire, ma 14-18 è come ricordato sopra un fumetto piuttosto particolare e l’elemento bellico, per quanto preponderante, sfocia nell’affresco storico e nel drammatico tout-court. In sostanza si legge con piacere e coinvolgimento anche se non è facile ricordarsi le vicende dei protagonisti e delle loro compagne a un ritmo di pubblicazione più rarefatto di quello originale.
Ai disegni Le Roux non convince del tutto pur facendo un lavoro dignitoso nei tempi che gli sono stati concessi: non ha un tratto molto deciso e spesso si concede derive caricaturali. Molto meglio fanno Jérôme Brizard e Loïc Chevallier che hanno curato gli sfondi in maniera attenta e rigorosa, anche se il primo come colorista usa una tecnica troppo coprente.
Un paio di appunti sulla traduzione: non mi sembra che il giovanilistico “chissene” sia molto adatto per il contesto in cui si svolge la storia (forse è stato scelto per una semplice questione di spazio nel balloon?); inoltre non viene spiegato perché desiderare una birra, come accade all’inizio del secondo episodio, debba portare sfortuna. Non ho letto il volume originale, ma immagino sia perché in francese birra e bara si possono scrivere nello stesso modo, “bière”.

mercoledì 6 settembre 2017

Matita Magica

O forse “La” Matita Magica. Era il nome di una trasmissione (o di una rubrica) che la RAI degli esordi, nel 1954, dedicava a disegnatori umoristici italiani. L’ho scoperto rileggendo l’intervista a Jacovitti nel volume Sessant’anni di surrealismo a fumetti.
Pochissime le notizie in rete: sembra che esordì il 12 maggio 1954 alle 21:00 sull’unico canale televisivo esistente in Italia all’epoca, e aveva forse cadenza quindicinale. A condurla (o almeno a condurre la puntata dedicata a Jacovitti) c’era Marisa Borroni.

domenica 3 settembre 2017

I Grandi della Scienza a Fumetti 9: Cacciatori di Ossa - L'Età dell'Oro della Paleontologia

Il nuovo numero della collana I Grandi della Scienza a Fumetti è in assoluto il più smilzo (solo 78 tavole di fumetto), ma è anche uno dei più interessanti e senz’altro quello realizzato col piglio più accattivante.
A occupare la scena sono principalmente due paleontologi rivali, Cope e Marsh, che scavano negli Stati Uniti occidentali a fine ’800 più che altro per arricchire le proprie collezioni (e il conto in banca) o per il prestigio che ne consegue piuttosto che per amor di conoscenza. Ottaviani (ancora lui!) descrive infatti l’ambiente di questi scienziati come un covo di opportunisti, approfittatori, narcisisti, invidiosi e megalomani. Qualcuno si salva, come O’Reilly, ma è un personaggio quantomeno bizzarro. Alla fine l’unica figura positiva è l’illustratore Charles Knight, e comunque anche lui viene mostrato con i suoi tic e le sue stranezze.
Forse a causa di questa materia di partenza così interessante e articolata Cacciatori di Ossa è il volume della collana che più si ricorda di essere un fumetto, privilegiando l’azione allo snocciolamento di dati e formule. Citando il capo indiano Nuvola Rossa «Non è una storia che parla di scienza. È una storia che parla di uomini.»
La rivalità tra Cope e Walsh è resa coinvolgente da una narrazione serrata che si basa più sulle immagini che sul testo, testo che offre comunque dei dialoghi non banalmente descrittivi. Le didascalie sono quasi del tutto inesistenti. Alcune piccole perle di narrazione per immagini si possono trovare ad esempio alle pagine 17 (Cope sorpreso da Knight nasconde gli imbarazzanti documenti della “Marshiana”, senza che i testi segnalino la cosa), 42 (la camera fissa per 5 vignette ci fa intuire lo scorrere del tempo e l’escalation dello scontro a sassate) e 59 (il testo dei balloon tagliato proprio ai margini delle vignette per non farci “sentire” cosa si dicono i personaggi). Una generosa appendice fornisce un elenco delle informazioni inventate e di quelle vere, inframmezzate a illustrazioni che sviluppano ulteriori dettagli della vicenda.
I disegni sono opera dello studio Big Time Attic, ovvero i due Cannon di T-Minus coadiuvati da Shadi Petosky. Il risultato è spesso caricaturale ma, a parte certi fastidiosi (e rari) eccessi in alcune prospettive, si fa comunque apprezzare per la sua espressività. Purtroppo le tavole sono organizzate su quattro strisce, più raramente addirittura su cinque, e il formato della collana non è il più adatto per apprezzarle compiutamente.
In definitiva Cacciatori di Ossa è un buon fumetto, ma per la cronaca le 78 tavole che ho citato sopra sono in realtà solo nominali perché i singoli capitoli sono introdotti da una splash page, quattro dei cinque capitoli non si concludono con una tavola intera (ma solo mezza) e le prime quattro pagine contengono i credits, probabilmente organizzati in origine su una doppia o tripla tavola che qui è stata spezzettata. E la parte testuale in appendice occupa poco più di una dozzina di pagine. Forse 9,90 euro non sono pochi per un allegato da edicola con queste caratteristiche.

giovedì 31 agosto 2017

Fumettisti d'Invenzione! - 118

Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.
In grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale.

CARTOONIST COME PROTAGONISTA – SERIE (pag. 19)

DOJIN WORK
(Giappone 2004, in Manga Time Kirara Carat, © Hobunsha/Hiroyuki, yonkoma[serie di battute rapide di una pagina])
Hiroyuki [?]
Disavventure umoristiche di una ragazza, Najimi, che tenta di entrare nel business delle riviste erotiche amatoriali dopo aver scoperto che la sua compagna di università Tsuyuri si dedica a questa attività con un certo successo.
Nonostante un’istintiva ritrosia per il genere, Najimi si troverà sempre più immersa in questo mondo dove farà degli incontri pittoreschi e ritroverà alcune sue conoscenze come il disegnatore Justice: il mercato delle doujinshi (riviste autoprodotte che spesso presentano parodie erotiche di manga di successo) è infatti una realtà molto forte in Giappone, in alcuni casi un’editoria parallela che ha poco da invidiare alle case editrici di punta.
La serie, raccolta in sei volumi (di cui l’ultimo ha per protagonista Shizu/The Syren, allieva di Tsuyuri), ha avuto anche una versione animata.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
CITAZIONI, CARICATURE, CAMEI (pag. 61)

ALLEY OOP (IL CAVERNICOLO UP)
(Stati Uniti 1932, © Newspaper Enterprise Association, striscia umoristica)
Vincent Trout Hamlin

Alley Oop è un rozzo ma sagace cavernicolo che vive diverse avventure in un contesto preistorico, talvolta cartina di tornasole di tic e nevrosi dell’America contemporanea. Strip di grande successo negli Stati Uniti, già a partire dal 1939 l’autore Hamlin fece ricorso al meccanismo del viaggio nel tempo per allargare il campo d’azione del protagonista.
In una sequenza di storie del 1969 Alley Oop incontra i fantasmi di alcuni personaggi dei fumetti e trova i vecchi giornali del 1911 in cui comparivano le loro strisce, che sono diventate vuote, bianche, senza disegni. Con la macchina del tempo Alley Oop e i suoi amici riportano i personaggi alla loro epoca e le immagini tornano nei giornali.
I fumetti “fantasma” in oggetto sono veramente esistiti, realizzati da A. D. (Armundo Dreisbach) Condo: Everett True e Oscar and Adolph, quest’ultimo su testi (“musica”) di F. W. Schaefer.
Ringrazio Luca Brunori per la segnalazione.

CINEMA  (pag. 81)

TANNER HALL (Tanner Hall – Storia di un’amicizia)
(Stati Uniti 2009, drammatico)
Regia e sceneggiatura: Francesca Gregorini, Tatiana von Furstenberg, con [Patricia] Rooney Mara (Fernanda), Georgia [May] King (Victoria ), Amy Ferguson (Lucasta)

In un prestigioso collegio femminile si intrecciano le esistenze, caratterizzate da una forte tensione, di alcune ragazze.
Una delle protagoniste, Lucasta, disegna personaggi femminili dei fumetti, forse per sublimare le sue pulsioni sessuali.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
METAFUMETTI E AUTOREFERENZIALITA’ (pag. 64)

LOGICOMIX: AN EPIC SEARCH FOR THE TRUTH (LOGICOMIX)
(Grecia/Stati Uniti 2008, © Logicomix Print ltd, divulgazione scientifica)
Apostolos Doxiadis, Christos Papadimitriou (T), Alecos Papadatos, Annie Di Donna (D)

Storia del filosofo Bertrand Russell inframmezzata dalle considerazioni degli autori stessi. Sceneggiatori, disegnatore e colorista offrono un dietro le quinte del loro lavoro ma compaiono anche in scene autonome.

lunedì 28 agosto 2017

I Grandi della Scienza a Fumetti 8: Darwin

Altro volume smilzo che non si presenta in maniera entusiasmante, ma a differenza di quello precedente non si è rivelato una piacevole sorpresa. Anzi.
Darwin si può a stento definire un fumetto perché la parte testuale è preponderante e quasi totalizzante, mentre le immagini sono solo un’appendice grafica dei testi. Uniche eccezioni: le scenette a margine della narrazione in cui alcuni personaggi (principalmente animali) fanno delle considerazioni umoristiche, o che tali vorrebbero essere, sulle sequenze che accompagnano.
E dire che l’approccio dello sceneggiatore Eugene Byrne alla materia era partito in maniera originale: in pratica si immagina che delle scimmie evolutissime vogliano fare una trasmissione televisiva su Charles Darwin e che il “fumetto” sia quindi questo documentario.
Superato però questo primo momento di straniamento che può ricordare il Caravaggio di Derek Jarman (o meglio ancora quell’altro suo film in cui si raccontava la vita di un filosofo tramite un alieno, di cui non ricordo il titolo), ad attendere il lettore c’è solo la noia. Nonostante la foliazione miserrima (94 pagine di “fumetto”) metto solo adesso la recensione online perché ho fatto veramente fatica a leggere tutto Darwin.
Dal punto di vista grafico i disegni di Simon Gurr non sono malvagi, ma nemmeno eccezionali. Non che abbia molta importanza, comunque: dovendo convivere con dei micidiale wall of text finiscono nei fatti per scomparire.
All’inizio della collana avevo declinato l’invito dell’edicolante di farmi mettere da parte i volumi, perché pensavo di operare una selezione volta per volta a seconda dell’argomento e dell’impressione che mi avrebbero fatto le singole uscite (strategia che mi ha fatto rischiare di perdere Trinity), adesso che I Grandi della Scienza a Fumetti sforerà le 8 uscite previste dovrò seriamente mettere in atto questo proposito per evitare di buttare via altri 10 euro come in questo caso.

venerdì 25 agosto 2017

Historica Biografie 4: Carlo Magno

Niente male questo nuovo volume della collana Historica Biografie, che segue la vita del protagonista dal 768 all’800, quando venne eletto imperatore.
La storia si sviluppa piacevolmente, fluida e avvincente e senza alcun didascalismo. Confesso però di non aver capito un passaggio: a pagina 42 il papa Leone III dimostra tutta la sua devozione verso Carlo Magno, eppure a pagina 43 vengono menzionati dei vaghi complotti ai suoi danni che il futuro imperatore magnanimamente perdonerà (nemmeno l’appendice storica, per quanto riporti anche questa sequenza, chiarisce questo passaggio).
Carlo Magno viene mostrato come un re guerriero metodico e spietato che però intuisce l’importanza della scolarizzazione dei suoi sudditi e la necessità di dare un sostrato comune a tutti i vari popoli che formeranno il suo vastissimo impero, consigliato in ciò dal chierico Alcuino che riveste un ruolo piuttosto rilevante nella narrazione.
A livello grafico Gwendal Lemercier fa un lavoro più che buono, inserendosi nel filone di quei disegnatori che realizzano fumetti storici o fantasy con uno stile realistico e dettagliato ma che indugiano sovente in inquadrature o pose d’effetto, vedi a pagina 24 Carlo Magno che attende gli altri capi dei Franchi a braccia incrociate con un piede appoggiato su un albero manco fosse un teppistello da strada. Mi pare che Lemercier non abbia inchiostrato le tavole ma si sia andati in stampa direttamente a partire dalle sue matite, il che spiegherebbe la stampa non proprio nitida. I disegni sono comunque il frutto della collaborazione di Lemercier con Robin Recht, che ha realizzato lo storyboard – così come anche la sceneggiatura è stata realizzata a due mani da Clotilde Bruneau e Vincent Delmas.
Esaustiva e frizzante l’appendice storiografica a cura di Geneviève Bührer-Thierry, che immagino sia piuttosto giovane.
Un volume decisamente consigliato, insomma, anche se l’epopea di Carlo Magno avrebbe probabilmente meritato di essere sviluppata in più episodi.

giovedì 24 agosto 2017

Fumettisti d'invenzione! - 117

Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.
In grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale.

CARTOONIST COME PROTAGONISTA – SERIE (pag. 19)

SIRENS (IDEM)
(Stati Uniti 2014, © Boom! Studios, fantascienza)
George Pèrez

Un gruppo di eroine si trova sparso per il tempo ma dovrà riunirsi per affrontare il loro arcinemico.
Una delle eroine, Bombshell, protagonista di una sequenza inchiostrata da Scott Koblish, è nella vita reale la fumettista Chan Everest, il che offre il destro per delle derive metafumettiste, come se la storia non fosse già abbastanza complicata.
Pseudofumetto: nella realtà alternativa in cui Chan Everest è un’autrice di fumetti, realizza i testi e i disegni di una serie che a sua volta di chiama Sirens, edita dalla BAM! Comics e che nel dicembre 1985 era arrivata al numero 130.

[TELEVISIONE] CARTOONIST COME COPROTAGONISTA OCCASIONALE (pag. 119)

MIRACULOUS, LES AVENTURES DE LADYBUG ET CHAT NOIR (Miraculous, le Storie di LadyBug e Chat Noir, Disney Channel)
(Francia/Giappone/Corea del Sud 2015/in corso, 1 stagione, 27 episodi)
Fantastico, avventuroso, TF1, creato da Thomas Astruc

L’adolescente sino-francese Marinette e il suo compagno di classe Adrièn sono i custodi di alcuni “Miraculous”, monili viventi che donano loro dei poteri e li trasformano in supereroi. Rispettivamente, Marinette possiede una coccinella che la trasforma in LadyBug e Adrièn un gatto che lo trasforma Chat Noir. I poteri principali dei due personaggi sono quelli legati alle superstizioni che circondano questi animali: la coccinella porta fortuna e LadyBug riceve degli indizi su come usare gli oggetti circostanti, mentre il gatto nero (che la tradizione vuole porti sfortuna) può distruggere le cose e trovare il loro punto debole.

Episodio Le Dessinateur (2015)
Scritto da Matthieu Choquet
Nathaniel Kurtzberg è un compagno di classe di Marinette e Adrièn che ama disegnare fumetti in cui si ritrae come un supereroe che salva la vita di Marinette, per cui ha una cotta. Quando viene umiliato davanti al resto della classe, il malvagio della serie Papillon (capace di creare supercattivi attingendo alla rabbia e alla frustrazione delle persone) lo raggiunge con il suo influsso nefasto e lo trasforma in Dessinateur, dotato dell’abilità di rendere reale tutto ciò che disegna.
Con ogni probabilità il cognome Kurtzberg è un omaggio a Jack Kirby, il cui vero cognome era appunto Kurtzberg.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
METAFUMETTI E AUTOREFERENZIALITA’ (pag. 64)

M LE MAGICIEN…
(Francia 1968, in Pif Gadget, © Mattioli/l’Association, umoristico)
M. M. [Massimo Mattioli]

Nell’arco di brevi strisce o di tavole autoconclusive, il mago M vive delle situazioni surreali in cui l’autore Massimo Mattioli, come farà col successivo Pinky, si abbandona a derive metanarrative, arrivando a fare qualche comparsata e anche a far incontrare M con Corto Maltese, anch’esso ospite di Pif Gadget nei primi anni ’70.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
CITAZIONI, CARICATURE, CAMEI (pag. 61)

“INFORMATION, PLEASE…!” OR WHEN DESTINY CALLS
(Stati Uniti 1985, in Marvel Age Annual, © Marvel Entertainment Group, supereroi, umorismo)
Cornice: Jim Shooter, Kurt Busiek (T), James Fry, Keith Williams (D)
Inserti: Autori Vari regolari delle singole serie di cui vengono contattati i personaggi

Per celebrare l’uscita del primo Annual della testata Marvel Age (rivista Marvel che conteneva articoli e anticipazioni sulle uscite della casa editrice) viene realizzata una storia a fumetti in cui la redazione della testata (tra cui lo sceneggiatore Kurt Busiek oberato di lavoro) cerca di contattare telefonicamente i personaggi delle varie testate, con un apocalittico quanto prevedibile risultato finale.

lunedì 21 agosto 2017

Nuovo cross-over con Retronika

(anche voi vedete il mio blog roll cambiato rispetto al solito?)
[rettifico: adesso è tornato normale]
{però il blog di Salvatore mi compare sempre un po' in ritardo}

domenica 20 agosto 2017

I Grandi della Scienza a Fumetti 7: T-minus - La Conquista della Luna

A una prima occhiata non si presenta bene questo nuovo volume della collana I Grandi della Scienza a Fumetti: è decisamente smilzo, non ci sono redazionali e i disegni dei fratelli Cannon (tra cui Zander, quello che ha collaborato con Alan Moore e che viene erroneamente chiamato «Zender» nella bandella) sembrano drammaticamente caricaturali.
Per fortuna l’impressione cambia con la lettura e T-minus si rivela un fumetto coinvolgente e ben congegnato, cosa che non sempre è riuscita all’onnipresente Jim Ottaviani. Vengono passati in rassegna i vari lanci sperimentali che vennero realizzati in America e in Russia a partire dal 1957, con alcuni flashback che spiegano le origini del desiderio di raggiungere la luna, e hanno per protagonisti anche autori di fantascienza. La contrapposizione tra i due blocchi è in effetti il motore principale della storia e ciò che mantiene vivo l’interesse del lettore, anche se circa a metà volume la vicenda tende un po’ a sfilacciarsi per il tempo di qualche sequenza.
Le tavole sono organizzate con delle sidebar in cui vengono riportati i dati tecnici dei singoli lanci (o più spesso tentativi di lancio) e la trama è tutta tesa verso il successo del luglio 1969, con il costante countdown che viene ricordato nelle tavole. In ultima analisi i disegni sono molto efficaci: puliti ed espressivi. Le semplificazioni del tratto ci sono, ma virano più verso uno stile elaborato come quello di Charles Burns piuttosto che nel caricaturale tout-court.
In definitiva T-minus merita senz’altro l’acquisto, per quanto con le sue 124 pagine di fumetto in bianco e nero sia il volume meno conveniente della collana!

venerdì 18 agosto 2017

Immagino capiti anche ad altri blogger

Trovarsi 4000 contatti misteriosi solo questa mattina e vedere degli indirizzi quanto meno sospetti nell’elenco dell’“origine del traffico”, comunque non sufficienti a giustificare tutto quel movimento – con ogni probabilità fittizio.
Probabilmente è solo un sistema per attirare l’ingenuo blogger verso siti pubblicitari.
Sperando che non si tratti di virus.

mercoledì 16 agosto 2017

Max & Moritz e altre storie birichine

Finalmente ho potuto leggere anch’io Max und Moritz, portato come esempio da molti storici di primo protofumetto. In realtà di fumetto, proto- o meno, non c’è nulla e si tratta semplicemente di un racconto illustrato in cui le immagini non forniscono nessuna (nessuna) integrazione rispetto a quanto detto nel testo, a differenza di quanto accade parzialmente nelle altre due storie presentate nel volume edito nel novembre 2016 da Cierre Edizioni per conto di alpha beta Verlag.
La storia di Max e Moritz è risaputa: i due sono dei monelli che fanno scherzi anche molto pesanti (cagionando mutilazioni ed eccidi di animali) e che finiranno per la legge del contrappasso macinati nel mulino da un contadino che volevano gabbare, per poi finire divorati da oche di passaggio.
I sette capitoli in cui è divisa la loro vicenda si leggono senza difficoltà e con una certa fluidità anche nei passaggi in cui le illustrazioni sono più diradate. Il merito di questa situazione va probabilmente ascritto a Giancarlo Mariani che ha curato la traduzione.
Al di là dell’interesse storico di Max & Moritz, le altre due storie pubblicate nel volume della Cierre mi sembrano più interessanti.
Giannino il corvo piccino ha un ritmo più sostenuto e veloce, alternando un’immagine a due soli versi in rima. La storia è solo il susseguirsi dei malanni che combina (anche lui con un certo sadismo di fondo) ma la storia scorre più veloce. Nemmeno qui ci sono elementi che mi abbiano fatto pensare alla lontana ai (proto)fumetti.
Il volume si chiude in bellezza con Filippo la scimmia, ennesima storia di un birbante che finirà male, in questo caso un quadrumane rapito dall’Africa protagonista di una storia più lunga delle altre. Stavolta il protagonista, per quanto un semplice animale, è più sfaccettato e come ricordato nell’introduzione del volume non si può definire un «malvagio» tout-court, ma è una personalità esuberante che pur combinando marachelle poco meno che mortali ha anche dei momenti di vero eroismo.
I testi sono molto più piacevoli, perché non si limitano a descrivere le situazioni ma si abbandonano a una piacevole ironia: vedi ad esempio l’indigeno che compare nel primo capitolo e che cerca invano di catturare la scimmietta. «Pare che il nero, dopo l’avventura,/si sia cibato solo di verdura».
Soprattutto, qui abbiamo uno straccio di indizio che ci possa far pensare che questo sia un protofumetto: in alcune (rare) sequenze come quella a pagina 66 e 67 per capire la situazione dobbiamo in effetti guardare con attenzione le illustrazioni, perché il testo (almeno in questa versione) non riporta i retroscena della gag.
La qualità di stampa è ottima, a un livello tale da risultare sospetta visto che non solo i tratteggi di Wilhelm Busch non sono smangiucchiati e rovinati dal tempo ma addirittura gli acquerelli con cui sono colorati i disegni si leggono con grande nitidezza. Forse sono stati tratti da una edizione successiva a quella originale, ma anche se ci fosse stato un lavoro di restauro il risultato meritava lo sforzo.
Il volume è molto elegante e fa una bellissima figura pur non essendo cartonato né stampato su carta patinata. Le dimensioni sono grandi e la carta uso mano di grossa grammatura restituisce un certo sapore vintage che ben si sposa col contenuto, così come il colore tenue scelto per lo sfondo della copertina. 15 euro ben spesi, anzi 14 visto che me lo hanno scontato, per un “protofumetto” che un appassionato di fumetti “deve” avere.

lunedì 14 agosto 2017

I Grandi della Scienza a Fumetti 6: Un Pensiero abbagliante - Niels Bohr e la Fisica dei Quanti

Tornano in campo Ottaviani e Purvis ma la loro nuova opera mi ha convinto meno della precedente. Un Pensiero abbagliante è un lavoro frammentario e con frequenti salti temporali (oltre che parecchie note che rimandano ai mini-fumetti finali) e il taglio della sceneggiatura è spiccatamente umoristico, per quanto possa essere consentito dal contesto. La gestione dei tempi di Ottaviani è buona e la lettura è piacevole, ma vista questa scelta di stile per così dire rilassata Purvis si è sentito autorizzato, o forse in dovere, di buttarsi sul caricaturale che spesso finisce per essere approssimativo e sgraziato.
Alla fine la lettura non è stata sgradevole, ma il ritmo sincopato del fumetto conduce inevitabilmente in alcuni frangenti all’aneddotica spicciola e allo sfilacciarsi di alcuni argomenti che vengono ripresi anche a distanza di centinaia di pagine.
Come accennato, il volume presenta in appendice delle mini-storie a fumetti, talvolta di una sola tavola, che approfondiscono certi argomenti, e una di queste mi tornerà almeno utile per i Fumettisti d’Invenzione. Inoltre Un Pensiero abbagliante si pone quasi come volume gemello del precedente Trinity, visto che parla incidentalmente del progetto Manhattan da un altro punto di vista.

domenica 13 agosto 2017

Corto Maltese: Equatoria

Si è conclusa con l’episodio allegato oggi a La Repubblica l’ultima avventura di Corto Maltese. Il giudizio sull’operazione in sé è abbondantemente positivo. Stampa orribile permettendo (forse voluta, come ulteriore incentivo a comprare il volume), è stato bello seguire una storia a puntate come si faceva una volta, tanto più che la lettura si è conclusa in meno di due settimane.
Sul fumetto in sé il giudizio è anch’esso positivo ma meno entusiastico. Diaz Canales ha scritto dei bellissimi dialoghi e ha interpretato molto bene la figura di Corto Maltese (fantastica la citazione iniziale di Leopardi), ma forse ha messo troppa carne sul fuoco e in questa sarabanda di personaggi che appaiono dal nulla e affastellano la storia il lettore potrebbe sentirsi un po’ smarrito. C’è una trama portante ben definita, ma si rischia di perderla di vista nei rivoli delle situazioni satellitari. Io ad esempio temevo che Equatoria sarebbe stata solo la prima parte di una storia più lunga, ma per fortuna non è stato così. Probabilmente la lettura integrale in volume lascerà un’impressione diversa.
Ai disegni Pellejero fa un ottimo lavoro, delineando un Corto Maltese quasi pedissequo nella sua fedeltà a Pratt mentre sfondi e figure femminili sono più personali e generosamente dettagliati. O almeno così mi pare di capire tra le varie dentellature che impastano il disegno e riducono i tratteggi e il lettering a grumi di pixel.
È senz’altro valsa la pena di seguire questa operazione, che come scopro con quest’ultimo fascicolo ha fatto da viatico a una nuova ristampa dell’opera di Pratt in volumi allegati a La Repubblica che cominceranno a essere pubblicati dal 2 settembre.

giovedì 10 agosto 2017

I Grandi della Scienza a Fumetti 5: Trinity - La storia della prima bomba atomica

Sabato me lo sono perso perché un cliente più veloce di me me l’aveva fottuto poco prima, ma la mia edicola di fiducia è riuscita a procurarmene un’altra copia!
La collana continua la sua parabola ascendente e anche questo Trinity è veramente bello. Non sembra nemmeno un fumetto sulla scienza, tanto è coinvolgente e narrato con uno stile quasi hard-boiled.
Teoricamente il protagonista è Robert Oppenheimer, ma in realtà a molte altre figure viene dato altrettanto se non maggiore risalto, in particolare al Generale Groves.
Trinity parla della bomba atomica non solo dal punto di vista scientifico ma anche da quello delle implicazioni etiche del suo utilizzo e dell’impatto antropologico e sociale che ebbe sull’umanità. I dialoghi sono spesso secchi e taglienti, molto ben ritmati (da ciò il riferimento all’hard-boiled), e Jonathan Vetter-Form usa magistralmente lo spazio delle tavole per dare il giusto tocco drammatico.
Peccato per i disegni, dannazione. Assolutamente perfetti quando rappresentano dettagli tecnici, diventano spesso sproporzionati nelle figure umane in campo lungo. Non si può nemmeno invocare la volontà di fare un lavoro artsy, perché purtroppo il risultato è spesso ridicolo, anche se le panoramiche e i primi piani sono efficaci. Sarebbe bastato che fossero un po’ più curati (non tanto, almeno un po’) e per me il volume sarebbe stato il migliore della collana.

martedì 8 agosto 2017

Michel Vaillant Nuova Stagione 6: Ribellione

Nuovo episodio (già il sesto) della nuova saga di Michel Vaillant. L’inizio è fulminante: a seguito degli eventi avvenuti alla fine dello scorso numero Jean-Pierre è morto! Questo alzerà il livello della tensione nella famiglia Vaillant, già duramente provata dall’acquisizione ostile di Ethan Dasz e in cerca di riscatto con la messa a punto di nuove tecnologie e la ricerca di nuove vittorie in pista. A stemperare un po’ (per quanto possibile) il clima di tragedia familiare compare una simpatica pilota New Age raccomandata a Michel da Steve Warson.
Ribellione si sviluppa mostrando gli sforzi della scuderia Vaillante per arrivare con una preparazione dignitosa a Le Mans, ma all’interno di questa trama principale si inserisce un’indagine giudiziaria dovuta al fatto che nell’incidente di Jean-Pierre Vaillant sembra sia coinvolto suo fratello Michel! Questo nuovo elemento porterà Jean-Michel, figlio di Jean-Pierre, ad abbandonare il team e a rivoltarsi contro lo zio, mentre sua madre è a un passo dall’alcolismo. Il volume si conclude come al solito con un cliffhanger.
I disegni di Bourgne sono sempre molto eleganti ed espressivi nella loro sintesi. Pur essendo un profano, credo che anche Benéteau abbia fatto un ottimo lavoro per quel che riguarda i mezzi meccanici. Stavolta non ho riscontrato alcun difetto di stampa.
La saga si mantiene quindi a livelli ancora molto alti, ma trovo assurdo che abbia un’impostazione frenetica quasi da soap opera se poi il ritmo di pubblicazione è quello standard del mercato franco-belga di un volume all’anno.

domenica 6 agosto 2017

Il Giornalino Speciale Fumetti (ma per davvero)

Stavolta lo Speciale Fumetti estivo de Il Giornalino merita veramente il suo nome: oltre a una dose più consistente di Paola Crusoe, c’è un episodio de I Puffi (la norma è un unico fumetto “lungo” per numero) e soprattutto un adattamento a fumetti di Oscar Wilde firmato nientemeno che da Paul Craig Russell, di ben 15 tavole!
Facessero uno Speciale Fumetti anche in primavera, autunno e inverno, accidenti…

sabato 5 agosto 2017

Corto Maltese su La Repubblica

Da ieri il quotidiano La Repubblica sta serializzando il nuovo episodio di Corto Maltese, Equatoria, al ritmo di 7-8 tavole al giorno. L’operazione mi è molto gradita visto che rimanda alle origini nobili di questo linguaggio e la storia finora non sembra affatto male, tutt’altro. Inoltre la pubblicazione ha fornito l’occasione per presentare articoli di approfondimento che immagino proseguiranno per tutta la durata dell’inserto.
Certo, comprare La Repubblica solo per Corto Maltese non è un grande affare visto che costa 2 euro e l’episodio si snoderà su dieci numeri (quindi forse alla fine il volume della Rizzoli risulterà più conveniente), inoltre la qualità di stampa è raccapricciante visto che la carta è quella di un quotidiano e, soprattutto, che parte da una risoluzione (o come diavolo si dice) diversa e si vedono tutte le magagne dei metodi di acquisizione digitali odierni – la cosa è particolarmente evidente e disastrosa nel lettering. Ciononostante, è così bello lasciarsi trasportare dalla serialità di un appuntamento fisso quotidiano… soprattutto con questa storia che è molto suggestiva e per cui Diaz Canales ha scritto dei bellissimi dialoghi.

venerdì 4 agosto 2017

Historica 58 - La compagnia del Crepuscolo 2: L'ultimo canto di Malaterra

Oh, finalmente si ragiona. Non più fumetti di guerra ma un gioiellino targato Bourgeon a un anno esatto di distanza dal primo tomo.
Alla fine tutti i nodi vengono al pettine in questo corposo volume diviso in quattro lunghi capitoli più un epilogo. All’inizio della vicenda Mariotta incrocia il suo cammino con dei saltimbanchi e un cacciatore di lupi mannari che saranno gli elementi portanti della prima metà della storia, ma tutta la vicenda tenderà verso l’appuntamento con il destino che attende il Cavaliere al castello di Montroy, e infatti i quattro capitoli sono nettamente divisi tra i primi due che si svolgono nel villaggio di Montroy e gli altri che hanno luogo all’interno del castello.
La narrazione è spesso frammentaria ed ellittica (non viene spiegato subito quale sia stato il crimine di Mariotta alla lavanderia, e in precedenza al lettore non vengono dati molti elementi per dedurre che si è sostituita all’Aniceto per visitare il monastero), ma anche questo è il suo fascino.
La visione del Medio Evo e più in generale dell’umanità è decisamente pessimista, e Bourgeon approfitta dell’intrecciarsi di reale e fantastico (quest’ultimo praticamente solo evocato rispetto alla preminenza che aveva negli episodi precedenti) per azzardare delle metafore su alcune storture della Storia, ad esempio le persecuzioni degli ebrei. Probabilmente le due pagine dell’epilogo sono servite all’autore per smorzare un po’ la tragedia in cui sono stati coinvolti molti dei protagonisti e offrire un po’ di consolazione al lettore.
Graficamente Bourgeon si conferma il disegnatore meticolosissimo che si era rivelato con I Passeggeri del Vento: davanti ai suoi panorami dettagliatissimi, alle architetture mozzafiato e alla splendida resa degli animali, poco importa che le figure umane siano poco espressive e dinamiche o talvolta proprio deformi. Dalle minuscole annotazioni con cui Bourgeon segnala occasionalmente la data di realizzazione di una tavola si può dedurre che per completarne una gli ci vogliano almeno tre giorni, e francamente la cosa non mi stupisce.
Peccato per i fuori registro che occasionalmente rovinano la resa di alcune tavole – meglio quelli, comunque (anche se non sono proprio pochi), che la stampa dentellata dovuta alle nuove tecnologie.

mercoledì 2 agosto 2017

Fumettisti d'Invenzione! - 116

Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.
In grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale.

CARTOONIST COME PROTAGONISTA – SERIE (pag. 19)

AIRBOY (IDEM)
(Stati Uniti 2015, © James Robinson & Greg Hinkle, supereroi, umorismo)
James Robinson, Greg Hinkle

Lo sceneggiatore James Robinson viene ingaggiato dalla Image Comics per rilanciare Airboy, un vecchio personaggio (realmente esistente) ormai di dominio pubblico. Preso dall’autocommiserazione e coerentemente con l’immagine di disperato viveur che ostenta di essere, Robinson coinvolge il disegnatore che ha scelto per il progetto, Greg Hinkle, in una sarabanda di sesso e droga tramite cui entrambi finiranno nell’universo narrativo di Airboy!

CINEMA  (pag. 81)

AMERICAN ULTRA (idem)
(Stati Uniti 2015, azione, commedia)
Regia:Nima Nourizadeh; sceneggiatura:Max Landis, con Jesse Eisenberg (Mike Howell), Kristen Stewart (Phoebe Larson)

Mike, anonimo impiegato in un emporio con una certa predilezione per le droghe, è in realtà un micidiale agente dormiente della CIA facente parte del programma segreto ULTRA. Per ammazzare il tempo (oltre a rollarsi uno spinello dietro l’altro) si diletta a realizzare un fumetto: The Adventures of Apollo Ape and Chip the Brick.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
CITAZIONI, CARICATURE, CAMEI (pag. 61)

SEVEN SOLDIERS OF VICTORY (IDEM)
(Stati Uniti 2005, © DC Comics, supereroi, fantascienza, fantasy, poliziesco)
Grant Morrison (T), disegnatori vari (D)

Rimodernando un concept che risale al 1941 e variamente ripreso negli anni dalla DC Comics (sette eroi di secondo piano si uniscono contro una minaccia apocalittica; uno di loro morirà e un altro li tradirà), Grant Morrison imbastisce un originale progetto costituito da un numero 0 come introduzione e un numero 1 come epilogo, con in mezzo sette miniserie di quattro numeri ciascuna dedicate ai membri di questo “non-gruppo”, da leggere secondo la sequenza d’uscita.
Ogni miniserie rappresenta un omaggio a un particolare genere della narrativa popolare e la divertita e metanarrativa iconoclastia di Morrison si manifesta anche nel fatto che i sette protagonisti non si incontrano mai.

The Miser’s Coat in Seven Soldiers of Victory 1 (2006). Grant Morrison (T), disegnatori vari (D).
Grant Morrison introduce la storia dell’ultimo episodio dialogando direttamente col lettore in un paio di occasioni.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
METAFUMETTI E AUTOREFERENZIALITA’ (pag. 64)

LA SPEDIZIONE DEI 1000 SECONDI
(Italia 1990, in Comic Art, © Walt Disney Company, umorismo)
Disney University [autori vari]

Lavoro collettivo realizzato in occasione di Lucca 1990 (poi pubblicato su Comic Art 77 del marzo 1991) dagli allora collaboratori della Disney University, uno studio interno alla neonata Disney Italia voluto da Giovan Battista Carpi per formare le nuove leve e dare uniformità ai loro lavori: a ogni disegnatore è assegnata la realizzazione di una tavola a fumetti.
Paperone e Rockerduck, consapevoli di trovarsi in un fumetto, viaggiano nel tempo per raggiungere Lucca dove dovrebbero trovare un rimedio alle pulci mangia-carta (che oltre ai soldi divorano anche i bordi stessi delle vignette) come da istruzioni del ricattatore che le ha sguinzagliate.
Tutti i disegnatori di questo cadavre exquis sono oggi affermati professionisti.