venerdì 2 dicembre 2016

Cosmo Color 11 - Battaglia 7: Dentro Moana

Decisamente pirotecnico l’ultimo episodio di Battaglia, a cominciare dalla splendida copertina di Tanino Liberatore. Ai disegni si sono alternati addirittura cinque autori (anche se a me è sembrato di cogliere sei mani diverse) e la storia è probabilmente la migliore vista finora.
In questo episodio il vampiro siciliano è perdutamente innamorato (!) di Moana Pozzi, che conobbe quando era ancora una ragazzina e fu il suo primo amante. La vicenda procede per accumulo mettendo in scena le vicende reali di cui fu protagonista Moana e presentando spezzoni di film, spettacoli e comparsate televisive, a dimostrazione della scrupolosissima documentazione degli autori (la sceneggiatura è firmata da Roberto Recchioni e Mauro Uzzeo). La “vera” trama si svolge in sottofondo e si coglie solo da alcuni dialoghi: Moana non sarebbe stata altro che uno strumento dei poteri forti italiani per offrire panem et circenses al popolo mentre loro continuavano a operare incontrastati nell’ombra (la comparsata di Bettino Craxi si riallaccia in tal senso al numero 0 della saga). La cosa inquietante è che uno scenario del genere è perfettamente credibile.
Cicciolina viene trasfigurata in una spia comunista che usa i suoi proverbiali serpenti come armi, e anche le altre starlette di Riccardo Schicchi diventano agenti di queste eminenze grigie che contrastano il buon Pietro Battaglia che, nell’inconsueto ruolo dell’innamorato, vorrebbe proteggere Moana e sottrarla al meccanismo di cui è diventata parte.
Data la struttura dell’episodio, il titolare si vede meno del solito: forse proprio per questo le spacconate cool sono più rade che in precedenza ma anche molto più efficaci (che palle però l’ennesima citazione del Noodles di C’era una volta in America). È paradossale che Moana rimproveri a Battaglia il suo parlare come «uno di quei personaggi del cinema» proprio nell’episodio in cui i dialoghi sono meno invasivi e nettamente più efficaci!
Dentro Moana è quindi più che altro un omaggio alla diva del porno a cui rende giustizia con un’attenta analisi della sua vita e della sua personalità e con uno splendido ed emozionante finale.
Sul fronte grafico molte mani diverse hanno portato a una certa disomogeneità stilistica, il che non è necessariamente un male. Nel colofon i disegnatori non vengono elencati in ordine alfabetico quindi immagino che quello sia l’ordine, diciamo così, di apparizione. In breve:
Pierluigi Minotti disegna praticamente solo le scene tratte dal film Valentina Ragazza in Calore: è un solido disegnatore realistico, quello che mi è piaciuto di più.
Marco Patrucco lavora sulla parte portante dell’episodio, è un disegnatore espressionista probabilmente bravo ma non adatto a disegnare una storia così “fisica” (ma per il finale è perfetto).
Valerio Befani disegna lacerti di apparizioni pubbliche e spettacoli di Moana: realistico e molto gradevole anche lui, ha una qualche deriva vagamente caricaturale (credo dovuta all’inchiostrazione molto modulata) che rende più espressivo l’insieme delle sue vignette e più sode le tette.
Fernando Proietti si occupa dei flashback: trattandosi di un prodotto made in Recchioni c’era da aspettarsi che almeno un disegnatore preposto bevilacqueggiasse o rossiedrighiggiasse ma Proietti fa un lavoro ben più solido e preciso dei due Sommi Signori degli Schizzi Spediti, con un tratto bello incisivo e un livello di grigio che donano corpo alle sue tavole.
Anche Ettore Dicorato si occupa di un flashback (e che flashback) ma il suo stile è corposo e realistico, per quanto si prenda delle funzionali licenze anatomiche atte a privilegiare certe inquadrature e sottolineare alcuni momenti salienti. Il suo Battaglia col mascellone è quasi comico ma proprio per questo si inserisce bene nel contesto in cui “recita”. Mi pare ci sia un po’ di Zaffino nelle sue tavole, ma forse me lo sono solo immaginato.
Ci sarebbe poi da capire chi è l’autore della trasposizione a fumetti di Fantastica Moana, un disegnatore alla Lee Bermejo sporco e iperrealista, che forse ha semplicemente elaborato al computer delle fotografie. Inoltre nelle ultime pagine Patrucco non solo limita gli effetti retinati ma pare proprio essere stato aiutato da qualcun altro. Magari in futuro farò un post sul modello dei giochi della Settimana Enigmistica per associare il disegnatore giusto alla vignetta giusta.
Un ottimo episodio per chiudere quindi l’esperienza da edicola di Battaglia, almeno la mia. Messi uno accanto all’altro i sette numeri di Battaglia sono oggettivamente bruttini da vedere dopo il passaggio dal formato pocket a quello bonelliano, e la differenza di dimensioni mi crea qualche problema nell’archiviarli insieme: nell’armadio dove mettevo i pocket accanto a Il Morto i bonellidi non ci stanno perché dietro hanno i Don Camillo che li fanno sporgere, e d’altra parte i pocket hanno un formato troppo scomodo per accatastarli con gli altri Bonelli&bonellidi a cui ruberebbero troppo spazio, se riuscissi a farceli stare. Mi sa che d’ora in poi prenderò solo gli integrali che la Cosmo dedica al personaggio.

giovedì 1 dicembre 2016

Fumettisti d'invenzione! - 107 (speciale Lucca 2016)

Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.
In grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale.

CARTOONIST COME PROTAGONISTA – SERIE (pag. 19)

L’ODIARIO
(Italia 2016, © Tuono Pettinato, umorismo)
Tuono Pettinati [Andrea Paggiaro]

Il placido e remissivo Tuono Pettinato, fumettista dall’animo gentile, raggiunge il punto di saturazione e diventa cattivissimo. È l’inizio di una saga che lo vedrà nelle inedite vesti di supercattivo internazionale!

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
CITAZIONI, CARICATURE, CAMEI (pag. 61)

VALENTINA VUOLE
(Italia 2016, in Viva Valentina!, © Archivio Crepax, surreale)
Micol Beltramini (T), Corrado Roi (D)

Dialogo tra la Valentina di fine anni ’60 e il suo creatore Guido Crepax su quale direzione fare prendere alle sue storie. Valentina è volitiva ma anche un po’ indecisa…

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
FUMETTI BIOGRAFICI (pag. 63)

IO SONO VERA
(Italia 2016, in Viva Valentina!, © Archivio Crepax, biografico, fantastico)
Micol Beltramini (T), Lola Airaghi (D)

Analisi fantastica dell’impatto che ebbe la creazione di Valentina sul rapporto di coppia tra Guido Crepax e la moglie Luisa, evidenziando soprattutto analogie e differenze con quest’ultima.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
CITAZIONI, CARICATURE, CAMEI (pag. 61)

ZIO PAPERONE IN… UN COSPLAYER DI TROPPO
(Italia 2016, in Topolino, © Disney, umorismo)
Tito Faraci (T), Giorgio Cavazzano (D)

Stizzito dalla scarsa e fuorviante considerazione che gli viene tributata nel mondo dei social network, Paperone parte alla volta di Lucca Comics per affermare la sua vera personalità ma viene scambiato per un cosplayer di se stesso!
Durante i suoi giri per la fiera insieme a Battista compaiono vari fumettisti tra cui sono identificabili Zerocalcare, Casty, Silvia Ziche e gli stessi Faraci e Cavazzano.

martedì 29 novembre 2016

L'Inverno di Diego

Considerato il passato (e il presente) di maestro del fumetto erotico o comunque glamour di Roberto Baldazzini questo nuovo membro del club del -25% risulta un prodotto anomalo nel corpus della sua produzione: è un fumetto storico, drammatico e nettamente impegnato.
L’elegante e ricercata inespressività dell’autore, suo marchio di fabbrica, avrebbe potuto far deragliare il progetto ma viene mitigata dall’uso di riferimenti fotografici per i volti di molti protagonisti (che già ottimi risultati aveva dato nel primo episodio di Stella Noris). Vari livelli di grigio “sporcano” inoltre a dovere le tavole donando loro profondità e movimento.
L’Inverno di Diego narra del congiungimento del protagonista con una cellula partigiana sul finire del 1943, quando il crollo del regime fascista aveva diviso gli italiani in due schieramenti: quelli che avrebbero aderito alla repubblica di Salò e quanti preferirono diventare partigiani.
Nel caso di Diego la situazione è resa ancora più drammatica dal fatto che il padre è un gerarca fedele a Salò (avrebbe potuto essere un ottimo colpo di scena, ma lo dicono già nell’introduzione sull’aletta sinistra e quindi mi sento autorizzato a scriverlo pure io).
Lo accompagnano in questa impresa, che assume anche e soprattutto i contorni di un racconto di formazione, altri tre partigiani che vengono splendidamente resi con pochi ma efficaci cenni di background. Sarà una leggerezza di Diego a condannare il gruppo.
Le condizioni di clandestinità rese ancora più tremende dal clima sono raccontate con grande realismo, così come le sequenze più crude degli interrogatori sono rappresentate con la dovuta drammaticità.
Baldazzini si rivela un narratore molto capace: il montaggio della sequenza iniziale che narra alternandoli gli antefatti storici e personali della vicenda (nelle strisce in alto e in basso il riassunto di quanto succede tra agosto e novembre 1943, in quella centrale la sequenza muta dell’arresto e della fuga di Diego) è da antologia, una scelta stilistica che catapulta subito il lettore nell’azione e lo rende edotto del contesto senza risultare pedante. Anche il resto del fumetto non è da meno e Baldazzini sfoggia un armamentario di trucchi del mestiere veramente invidiabile: grazie al’attento uso dei dettagli, delle forme e dimensioni diverse delle vignette, dei recadrage e di alcune particolari scelte stilistiche (ad esempio vignette enormi dopo pagine molto fitte) riuscirà a imprimere alla storia il ritmo che vuole lui così come condurrà il lettore in questa drammatica storia dandogli le pause e le accelerazioni giuste.
Sul finale L’Inverno di Diego cede a un tono più canonico e quasi consolatorio, ma può darsi che sia proprio l’estrema e improbabile facilità della fuga del protagonista a testimoniare che anche questa, come il resto del fumetto, è tratta da un episodio reale.
In appendice è presente un saggio di Claudio Silingardi sul post-8 settembre 1943.

lunedì 28 novembre 2016

Iznogoud 6: Gli Incubi di Iznogoud

Questo sesto volume dell’Integrale di Iznogoud è speciale. Invece di raccogliere gli episodi canonici raccoglie tre volumi della serie parallela degli Incubi di Iznogoud, rimontaggi delle strisce di commento politico e d’attualità che comparivano su Le Journal du Dimanche. Attualità degli anni ’70, ovviamente, da cui la necessità di spiegare con delle note in appendice a cosa facessero riferimento gli autori in alcuni episodi più legati alla realtà francese dell’epoca.
Fatta salva l’utilità di questo vademecum (da cui si evince che Giscard d’Estaing doveva essere un discreto paraculo), per godere de Gli Incubi di Iznogoud basta una conoscenza anche solo sommaria del clima degli anni ’70, e forse non serve nemmeno quella, visto che molte cose come la corruzione, l’inettitudine e l’ipocrisia dei politici e le periodiche crisi istituzionali ed economiche sono comuni a tutti i paesi occidentali e quindi diventano universali e perfettamente comprensibili fuori dai confini dell’Esagono.
Questa universalità e la fulminante rapidità d’esecuzione (ogni pagina una gag) rendono esilaranti molte delle situazioni in cui si trova coinvolto Iznogoud, ancora più libero del solito dai limiti della continuity, già praticamente inesistenti nella serie regolare.
A causa della scomparsa di Goscinny nel 1977 parte del terzo volume originale qui raccolto è stata scritta da Alain Buhler ma mi è impossibile distinguere l’opera dei due visto che la qualità rimane sempre altissima.
Onore al merito, credo che una buona parte della riuscita di queste gag sia da attribuire anche ai disegni di Tabary che pur non occupandosi dei testi ne aumenta l’efficacia coi suoi faccioni e le sue pittoresche comparse.
Curiosamente le note in appendice non contemplano il terzo volume: è vero che quelle gag sono comprensibili anche senza ulteriori chiarimenti, ma sorge il dubbio che forse questo integrale fosse previsto per raccogliere solo due volumi originali visto che una spiegazione su chi rappresentasse il Jules-Antoine Clérambard di pagina 135 ci sarebbe stata bene. Può darsi che il progetto originale della Panini prevedesse appunto di raccogliere solo i primi due Incubi e sia stato modificato in corsa senza dare il tempo a Marco Farinelli di preparare il materiale relativo al terzo. Fosse andata così. per 17,90€ è comunque tanto di guadagnato per i lettori.

domenica 27 novembre 2016

Fumettisti d'invenzione! - 106 (speciale Sauro Pennacchioli)

Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.
In grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale.
Prima di dedicarsi al Giornale Pop Sauro Pennacchioli (sceneggiatore di vari fumetti fra cui Martin Mystère e creatore del bonellide Balboa per Play Press) aggiornava con maggior frequenza il suo blog, in cui parla di fumetti e attraverso il quale sono venuto a conoscenza di altri casi che posso includere nel computo dei fumettisti d’invenzione:

CARTOONIST COME PROTAGONISTA – SERIE (pag. 19)

INKIE
(Stati Uniti 1943, in Crack Comics, © Quality Comics, umorismo)
Al Stahl

Back-up feature apparsa in 6 numeri di Crack Comics, Inkie ha per protagonisti gli autori del personaggio omonimo (oltre a Stahl anche Jack Cole): il ragazzino di carta prende vita nel corso delle storie e appare nel mondo “reale” per aiutare i suoi disegnatori nei guai in cui si cacciano, oppure ne crea lui in prima persona.
Da non confondersi con l’Inky citato da Castelli alle pag. 59 del suo libro alla voce IN LOVE.

CARTOONIST COME PROTAGONISTA – GRAPHIC NOVELS E ONE SHOTS (pag. 24)

OPERAZIONE GODZILLA
(Italia 1992, in Zona X, © Sergio Bonelli Editore, fantascienza)
Sauro Pennacchioli (T), Gino Vercelli (D)

Storia autoconclusiva presentata nell’antologico Zona X. Questo il riassunto dalla viva voce dello sceneggiatore:
Questa storia, scritta da me e disegnata da Gino Vercelli, è ambientata in un vicino futuro. Due giovani americani fanno un giro in motoscafo nelle acque della Micronesia. Negli anni precedenti c'era stata una grave crisi economica. I giapponesi divennero il capro espiatorio (alla fine degli anni ottanta, quando ho scritto l'episodio, il Giappone era all'apice della potenza economica) e loro, per la seconda volta nella storia, si isolarono dal resto del mondo.
I gerarchi del governo dittatoriale hanno i nomi degli autori dei manga: quando ho scritto la storia, erano ancora sconosciuti da noi. Il tiranno, in origine, era un autore di fumetti che realizzò una storia sulla conquista dell'America da parte dei giapponesi. Adesso intenderebbe metterla in pratica tale e quale. Sì, avete proprio ragione, Naoki Urasawa mi ha copiato l'idea con 20th Century Boys!

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
CITAZIONI, CARICATURE, CAMEI (pag. 61)

THE BIRTH OF COMIX BOOK
(Stati Uniti 1974, in Comix Book, © Magazine Management Co. Inc., satira)
Denis Kitchen

Storiellina con piglio satirico realizzata a mo’ di presentazione in cui Denis Kitchen (supervisore della testata) spiega come è nato il progetto della rivista Comix Book. Tra le personalità coinvolte si possono riconoscere Will Eisner e Stan Lee, editore della Marvel che commissionò il progetto della rivista all’autore underground Kitchen sperando di allargare il bacino d’utenza dei lettori Marvel.
Così non fu e la testata venne chiusa con il numero 3, per essere poi ripresa dalla Kitchen Sink Press di Denis Kitchen che ne pubblicò altri due numeri nel 1976 con materiale già pronto avanzato dalla precedente gestione.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
METAFUMETTI E AUTOREFERENZIALITA’ (pag. 64)

PERKINS’ PANTOMIME (PERKINS)
(Inghilterra 1968, in Sunday Times, © The Register and Tribune Syndicate, striscia umoristica)
John Meredith Miles

Striscia umoristica muta e metanarrativa che ha per protagonista un omino coi baffi, in cui vengono sfruttate le convenzioni del linguaggio dei fumetti a scopo umoristico.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
CITAZIONI, CARICATURE, CAMEI (pag. 61)

THE FANTASTIC FOUR (I FANTASTICI QUATTRO)
(Stati Uniti 1962, © Marvel Comics Group, supereroi)
Stan Lee [Stanley Martin Lieber] (T), Jack Kirby [Jacob Kurtzberg] (D)

Durante un volo spaziale sperimentale quattro persone vengono investite dai raggi cosmici ottenendo superpoteri. È l’inizio del Marvel Universe.

The Trial of Reed Richards in Fantastic Four 262 (1984). John Byrne
L’autore John Byrne fa un’apparizione speciale (insieme ad altri membri della redazione Marvel) convocato nientemeno che dall’Osservatore, entità onnisciente dell’universo Marvel.
Lascio la parola a Sauro Pennacchioli: Reed Richards viene giustamente processato perché ha lasciato quel fognone di Galactus libero di ingoiarsi altri mondi. Byrne lo fa assolvere perché Galactus sarebbe solo un elemento naturale del cosmo. Con questa logica del cazzo Fleming finirebbe male per avere debellato i batteri con la penicillina, esseri altrettanto naturali. E poi avrei voluto vedere se, invece del pianeta degli orridi skrull, Galactus avesse digerito quello dei terrestri...

giovedì 24 novembre 2016

Cosmo Color Extra 21 - Il Crepuscolo degli Dèi 10: Yggdrasil

anche stavolta niente copertina della versione italiana
Si conclude momentaneamente la saga de Il Crepuscolo degli Dèi mentre la collana Cosmo Color Extra è con ogni probabilità arrivata definitivamente al capolinea, ultima testimonianza del tentativo della Cosmo di offrire un prodotto che rispettasse maggiormente il formato e lo spirito della BéDé. Quasi una metafora della capitolazione avvenuta su questo fronte, la copia che ho trovato era spiegazzata e presentava un vistoso adesivo in copertina e in edicola mi è stato riferito che era l’unica copia arrivata (ieri, quando dal calendario in terza di copertina vedo che avrebbe dovuto uscire già il 10).
Sarà stata forse la malinconia a farmi valutare più positivamente questo episodio, comunque devo dire che la saga si chiude in bellezza. I due gemelli verranno riuniti dopo vari anni e diverse peripezie per ripristinare l’Yggdrasil e Foca diverrà nientemeno che imperatore di Costantinopoli, ma l’avanzata del Grande Inverno sarà durissima da contrastare tanto che persino tra gli Elfi si conteranno morti eccellenti.
Questo capitolo finale è scritto come ci si aspetterebbe, privilegiando gli elementi più cupi e violenti e affidando la narrazione a un tono epico. Alla fine Djief risulta quasi piacevole col suo stile efebico, ma forse ci ho solo fatto l’occhio. Ho notato che le didascalie presentano una parte sproporzionatamente grande a sinistra, a testimonianza della presenza in origine delle prime lettere più grandi e forse miniate come si usa in alcuni fumetti: questa scelta non è stata però rispettata dalla Cosmo, così come mi pare che a pagina 52 Costantinopoli avrebbe dovuto essere “caduta” e non «cauta». Piccolezze, magari avessimo avuto ancora la possibilità di leggere fumetti francesi in questo formato e a queste condizioni.
Come ho scritto in apertura la saga si conclude momentaneamente visto che nel finale (che chiude perfettamente tutte le trame in sospeso) vengono gettati i semi per un nuovo ciclo. Che, maledizione, non vedremo di certo nel formato Cosmo Color.

mercoledì 23 novembre 2016

Il Cavaliere della Porta

Non ho più l’età per i librogame ma d’altra parte comprerei qualsiasi cosa abbia scritto sopra Kata Kumbas e quindi alla fine ho preso pure Il Cavaliere della Porta. Il prezzo, 19,90€, non è proprio economico ma d’altra parte si tratta di un prodotto che più di nicchia non si può.
In questa (prima?) avventura il protagonista Ugger torna su Laìtia dopo trent’anni dalla sua ultima apparizione e trova le cose molto cambiate: prima deve raccapezzarsi e capire cosa fare (recuperando sperabilmente dell’equipaggiamento utile nel mentre), poi dovrà visitare la città di Torviero (Orvieto?) per impedire un infausto matrimonio e raccogliere ulteriori informazioni e oggetti, dopodiché dovrà raggiungere il castello dei cattivi e infine, una volta perlustrato a fondo il loro covo, sconfiggerli.
Non mi intendo molto di librogame ma mi sembra che Il Cavaliere della Porta sia strutturato molto bene, con blocchi tematici ben definiti e senza “loop” tra i paragrafi – almeno, per quanto l’ho letto/giocato io. Il sistema di gioco inoltre è molto originale e non prevede il tiro di alcun dado ma la possibilità di attingere a delle riserve di bonus (Energia e Fato) qualora il lettore voglia superare una prova che prevede un punteggio più alto della caratteristica che viene “sfidata” in quel momento tra Forza, Astuzia e Saggezza.
Lo stile di Umberto Pignatelli è schietto e divertente pur non scadendo mai nel grossolano o nel ridanciano più facile. D’altra parte una delle ispirazioni dichiarate dell’autore è il J. H. Brennan di Alla Corte di Re Artù. Purtroppo tra le fonti di ispirazione c’è anche (anzi, soprattutto) il romanzo di Poul Anderson Tre Cuori e Tre Leoni che per quanto possa avere delle affinità tematiche con alcuni elementi di Kata Kumbas (un “alieno” che si trova catapultato in un mondo medioevale) mi risulta un po’ troppo distante dal mio modo italocentrico di intendere questa ambientazione. E pensare che io credevo che il nome del protagonista, Ugger, fosse un omaggio al paladino Ruggero…
Come nel caso del manuale base e di molte delle nuove avventure neanche stavolta c’è quindi un rimando diretto al folklore e alla tradizione italiana.
Idea molto simpatica e originale, la storia non procede solo con la scelta dei paragrafi da uno all’altro ma anche individuando i numeri nascosti nei disegni di Francesca Baerald, autrice anche della bella copertina e giustamente indicata come coautrice.