martedì 24 maggio 2016

Il guaio di un fumetto come Ut...

...è che rimanda a un universo così complesso e usa un linguaggio talmente criptico che a volte si ha l'impressione di non aver compreso del tutto quello che si ha letto. Quando poi ci si mettono pure i refusi...
Ho controllato: il termine "ododre" non esiste, pensavo fosse una licenza vetusta.
Questo numero 3, immutata la splendida parte grafica di Roi (forse solo un po' avaro di sfondi in alcune delle prime tavole), è un punto di svolta nella miniserie e si comincia a delineare meglio l'ambientazione e con essa anche le caratteristiche dei personaggi che la animano. Cose a cui magari un lettore più intuitivo di me era già arrivato, ma per me si è trattato di precisazioni importanti del mondo in cui si muovono i protagonisti.
Purtroppo gli autori, mannaggia a loro, anche stavolta hanno strizzato l'occhiolino al lettore.

giovedì 19 maggio 2016

Fumettisti d'invenzione! - 99

Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.
In grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale.

CARTOONIST COME PROTAGONISTA – SERIE (pag. 19)

NIJŪ SEIKI SHŌNEN (20th CENTURY BOY)
(Giappone 1999, in Big Comic Spirit, © Urasawa, fantascienza)
Naoki Urasawa

Complessa vicenda con varie ramificazioni e frequenti salti temporali. Il leader di una setta, “L’Amico”, conquista la ribalta mondiale nascondendosi dietro un simbolo che era stato ideato nel 1969 da alcuni bambini che avevano realizzato una sorta di fumetto sulla conquista del mondo, che l’Amico sta realizzando veramente in quei termini.
Grazie a Sauro Pennacchioli per le specifiche.

VARIE CATEGORIE ma principalmente CARTOONIST COME COPROTAGONISTA OCCASIONALE – FUMETTI SERIALI (pag. 28)

MULTIVERSITY (IDEM)
(Stati Uniti 2014, © DC Comics, supereroi)
Grant Morrison (T), disegnatori vari (D)

Affresco in 9 episodi di alcuni dei 52 universi alternativi venutisi a creare dopo il reboot dell’Universo DC del 2011. Ogni episodio di Multiversity viene anche indicato come numero 1 di una ipotetica collana dedicata alla Terra (o alle Terre) presentate in quel numero.
Un comic book maledetto, lo stesso Ultra Comics che anche noi leggeremo nel penultimo episodio, sta attraversando i vari mondi portando la rovina e gli eroi di tutto il Multiverso devono allearsi per evitare l’apocalisse.
Come in molti altri suoi lavori Grant Morrison preme pesantemente sul pedale del metafumetto, arrivando anche a farci dell’ironia (che però assume i contorni di un’autoassoluzione) ma non si limita a questo:

In Which We Burn (In cui bruciamo) in Multiversity 4/Pax Americana 1 (2015). Grant Morrison (T), Frank Quitely [Vincent Deighan] (D)
Intricata vicenda che non si sviluppa in maniera lineare, forse a rappresentare l’esistenza finita e destinata a ripetersi degli eroi dei fumetti, che non hanno una vita reale oltre le pagine e sono costretti a ripetere le stesse azioni.
Su Terra-4, abitata da versioni morrisioniane dai personaggi della Charlton Comics filtrate attraverso la lente di Watchmen (che a sua volta si basava sugli stessi modelli), il padre del Presidente degli Stati Uniti d’America, Vince Harley, era un supereroe fumettista.
Pseudofumetti: Vince Harley scriveva e disegnava per Major Comics i comic book del supereroe Maggiore Max, la cui ultima avventura Il Maggiore Max incontra Giano, l’Uomo Ubiquo (nella versione originale «The Everyway Man») conteneva forse la spiegazione dell’Algoritmo 8 con cui il figlio cercherà di viaggiare nel tempo per cancellare gli eventi che porteranno alla sua morte.
Inoltre ai componenti del supergruppo governativo Pax Americana verranno dedicati vari oggetti di merchandising per essere meglio accetti dalla popolazione, e tra questi ci sono anche delle serie di comic book a loro dedicate.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
FUMETTI BIOGRAFICI (pag. 63)

FUMETTISTI RAGGUARDEVOLI
(Italia 2015, in Linus, © Tuono Pettinato, biografia)
Tuono Pettinato [Andrea Paggiaro]

Rubrica mensile con cui Tuono Pettinato introduce in due pagine l’autore di cui in quel numero di Linus vengono proposti estratti delle sue opere.
La serie si inserisce nell’ottica delle celebrazioni per il cinquantennale di Linus.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
FUMETTI BIOGRAFICI (pag. 63)

VINCINO UNA VITA DISEGNATA
(Italia 2014, © Vincino, autobiografia)
Vincino [Vincenzo Gallo]

Autobiografia del vignettista Vincino che alterna scene familiari e fatti storici, parlando anche dei suoi esordi e del suo lavoro – e degli strascichi giudiziari che occasionalmente ebbe.

lunedì 16 maggio 2016

Morire in Piedi

Non ricordavo nemmeno di averlo ordinato, e francamente non ricordo perché lo avevo ordinato. Comunque, eccolo qua.
Morire in Piedi è una raccolta di sei racconti di Adrian Tomine, in cui l’autore dà prova della sua versatilità e della sua consumata abilità nel gestire lo specifico del fumetto. Se si fosse premurato di inventarsi delle storie degne di questo nome sarebbe stato perfetto.
Purtroppo Morire in Piedi spara la sua cartuccia di gran lunga migliore all’inizio e gli altri cinque fumetti ne risultano inevitabilmente sminuiti. Breve storia della forma d’arte nota come “Ortiscultura” è la divertente vicenda di un giardiniere che cerca di fare il colpo della sua vita con la teorizzazione, la realizzazione e ovviamente la promozione dell’“Ortiscultura”, una forma d’arte che coniuga scultura a botanica. Forse Tomine non conosce il lavoro di Giuseppe Penone, ma comunque qui la sostanza è un po’ diversa: le sculture hanno il bisogno di essere periodicamente curate, così Harold si assicura il lavoro di giardiniere sul lungo termine! Nonostante la frustrazione del protagonista sia tangibile e la sua vita alquanto miserevole, la storia è come dicevo sopra molto divertente anche perché Tomine l’ha realizzata come se fosse una raccolta di strisce quotidiane con le relative tavole domenicali (un appassionato di fumetti non può che apprezzare a prescindere). Al termine di ognuno di questi blocchi minimi deve quindi esserci una battuta, e Tomine non sbaglia un colpo. Eccellente, poi, la naturalezza e l’efficacia con cui riesce a rendere tangibile con pochi tocchi lo scorrere del tempo di questa vicenda.
Seguono:
Amber Sweet, un buon soggetto di partenza che avrebbe meritato di essere sviluppato laddove invece Tomine lo fa finire (il dramma di una studentessa troppo somigliante a una pornostar);
Forza Gufi, un viaggio nelle miserie umane di chi vive di espedienti «fuori dai radar» (stile Vincent Gallo, fratelli Cohen, ecc,), ottima lettura se non fosse che finisce con una trovata da barzelletta che è già stata sfruttata altrove, ad esempio in un episodio dei Simpsons;
Tradotto dal giapponese:, un racconto illustrato e non un fumetto;
Morire in piedi, originale storia di una ragazzina problematica che vuole fare la comica e del rapporto con suo padre: anche qui i dettagli per rappresentare lo scorrere del tempo dimostrano la grande maestria di Tomine, ma alla fine la vicenda è un po’ inconcludente e anche faticosa da leggere (non so se il formato originale fosse più grande, ma la griglia di venti vignette per tavola è un po’ ostica) – il monologo del comico di colore è divertentissimo, comunque;
Intrusi, una specie di noir anch’esso pericolosamente in bilico verso il racconto illustrato, difetto comune ad Amber Sweet.
Graficamente Adrian Tomine è fenomenale e riesce a raccontare e a esprimere i sentimenti (e persino le malattie) dei personaggi con i proverbiali due segnetti; queste “storie” non sono però indirizzate a chi cerca una soddisfazione intellettuale nel vedere raccontare e sviluppare un intreccio originale, ma piaceranno a chi ama le descrizioni degli struggimenti dei personaggi e le digressioni sull’animo umano.
L’edizione Lizard è un bel cartonato stampato su ottima carta uso mano ad alta grammatura e sicuramente vale i suoi 19 euro. Anche se siamo in epoca di internet e ci vuole un niente a reperire le informazioni, io avrei gradito qualche nota del traduttore che spiegasse cosa sono i «Chia pet», gli «extended stay America» e chi diavolo è John Boehner.

sabato 14 maggio 2016

E finalmente...

La data di pubblicazione riportata in seconda di copertina risulta essere l'ottobre 2015 (!!!) e anche le pubblicità all'interno rimandano a quel mese. Chissà che diavolo è successo. Vabbè, l'importante è che sia uscito, sperando che a breve escano anche gli ultimi due.

giovedì 12 maggio 2016

Curioso...

...proprio l'altro giorno mi chiedevo come mai dopo la prima apparizione su uno dei primissimi Corto Maltese la storia breve a colori di Pazienza e D'Angelo Shishna Pagna non fosse mai stata ristampata in volume; o almeno, non che a me risulti: pensavo di chiedere lumi qui sul blog.
Repubblica mi ha anticipato (v. sommario del volume 9).

mercoledì 11 maggio 2016

Cosmo Serie Gialla 44 - Golden Dogs 2: Il Giudice Aaron

Si conclude la serie in quattro episodi che aveva saputo attirare la mia attenzione il mese scorso nonostante il formato bonellide. Si conclude per modo di dire, perché dice e non dice, rivela e non rivela, mette nuova carne sul fuoco senza cucinarla a dovere. E la deriva vagamente sovrannaturale mi è sembrata ridicola, per quanto solamente accennata e descritta con scetticismo e distacco dallo stesso Desberg.
Chi era il traditore tra le fila dei Golden Dogs? Io non l’ho capito. Forse tutti e quattro.
Con chi dialoga Fanny nelle didascalie che accompagnano la vicenda? Non viene rivelato.
Nel complesso mi è sembrato che Golden Dogs sia stato chiuso in fretta e furia senza dargli il giusto respiro. Non sono tra quanti ritengono che ogni aspetto della trama vada per forza sviscerato in dettaglio, ma stiamo parlando di un mystery e le spiegazioni almeno alle questioni più importanti dovrebbero essere fornite, possibilmente in maniera chiara. Inoltre è più evidente in questi due ultimi episodi (un po’ più brevi: di 46 tavole ognuno) la fretta che aveva anche Griffo. Peccato, perché l’ambientazione era interessante.
Non finirà tra il Peggio del 2016 ma per me è stata una grossa occasione mancata.