mercoledì 16 aprile 2014

Le Storie di Michel Vaillant 72 - Dossier Michel Vaillant: Ayrton Senna

Il primo dei Dossier Michel Vaillant pubblicati dalla Gazzetta dello Sport (preso più per completare la collezione che per reale interesse) mi ha lasciato stupefatto: ho apprezzato di più la parte scritta che quella a fumetti. In effetti nonostante il mio tiepido interesse per l'argomento la lettura è stata spedita e piacevole, e non ho disprezzato i tocchi di appassionata e coinvolgente agiografia che la figura di Ayrton Senna pare meritasse abbondantemente.
Il volume è un bel tomo di 96 pagine a colori, a prezzo invariato rispetto alle uscite precedenti, che però di carne al fuoco non ne mette proprio tantissima considerato che i sei capitoli vengono introdotti da un titolo a piena pagina e non mancano nemmeno un bel po' di pagine bianche o riempite interamente da foto. Inoltre il volume si conclude con un appendice di ben 20 pagine in cui le auto guidate da Senna vengono interpretate dal virtuoso disegnatore dei mezzi meccanici (Pauwels? Papazoglakis? Lopez?), come nella retrospettiva Vaillant che veniva occasionalmente proposta nei volumi precedenti.
Meglio così, fosse stato un volume più denso non so se mi sarei imbarcato nella lettura.
I fumetti rivestono un ruolo di secondo piano nell'economia del libro, sia per la presenza quasi irrisoria (due storie rispettivamente di 4 e 8 tavole) sia per la semplicità delle trame, che si limitano oltretutto a sviluppare aneddoti già trattati nella parte scritta. Inoltre questo Dossier deve essere stato realizzato nella prima metà degli anni 2000 visto che purtroppo le criticità che hanno caratterizzato i disegni delle figure umane di quel periodo nella serie-madre sono le stesse che si avvertono anche qui.
Poco importa: non che avessi dei dubbi, ma questa collana la continuo eccome. Anche perché hai visto mai che con la scelta paracula di mettere i Dossier per ultimi (sicuramente più appetibili per un pubblico non appassionato di fumetti) alla fine non ci scappi pure qualche inedito a fumetti di Graton.

Cosmo Color Extra 2 - Mortemer: La Dama Bianca



Dopo il deludente Fontainbleau la linea Extra della collana Cosmo Color si riscatta alla grande con questo originale e divertente Mortemer.
Di horror c’è ben poco, giusto l’ambientazione e gli elementi di contorno non dissimili da quelli visti in altri film o fumetti. La storia, primo buon elemento di originalità, è ambientata nel futuro, nel 2050: l’avido Guillaume vuole far fruttare il più possibile i suoi investimenti nell’abbazia di Mortemer, trasformata in un pacchiano luna park contro la volontà dei genitori. Per questo sfrutta le leggende che circolano intorno al posto, dove si dice sarebbero stati trucidati dei monaci durante la Rivoluzione Francese e dove venne imprigionata l’imperatrice Mathilde che oggi infesta la zona come Dama Bianca. Si favoleggia anche di un misterioso tesoro...

Alla morte dei genitori Guillaume può finalmente mettere in atto i suoi piani, approfittando proprio del richiamo mediatico (oppotunamente pilotato) del loro provvidenziale “annegamento di Natale”. Il congiungimento con una ragazza incredibilmente simile alla Dama Bianca lo porterà però ad affrontare situazioni inaspettate.
Un dito in meno invece che un dito in più?!
Va aggiunto a questo quadro che i fantasmi dei monaci e della Dama esistono veramente, e Guillaume li vede sin da bambino! In realtà i fantasmi non sono esattamente quello che sembrano e la Mangin inanella un bel colpo di scena rivelandone l’identità: nulla che un lettore molto attento o già avvezzo a twist del genere non possa avere già capito, ma comunque gestita benissimo.
Mortemer mette in scena personaggi sopra le righe, una trama molto ramificata e originale con dei bei colpi di scena e uno stile narrativo coinvolgente e a tratti (anzi, spesso) piacevolmente beffardo, che sembra anche giocare con le aspettative del lettore introdotto da una sequenza ispirata al film Viale del Tramonto. Probabilmente proprio a causa di questo ultimo elemento il bravissimo Mario Alberti si è concesso qualche deriva vagamente caricaturale, perfettamente integrata e funzionale alla storia. Peccato che la sua predilezione per i colori scuri e lividi vanifichi in parte il lavoro che ha fatto ai disegni – e va segnalato che non sempre la qualità di stampa è ottimale al 100%, per quanto un esito del genere tanti altri editori più quotati non se lo sognino nemmeno.

Dalla quarta di copertina occhieggia il prossimo numero, Luna d’Argento di Hérenguel, che sarà un volume di ben 128 pagine! Non ne viene indicato il prezzo ma per quanti miracoli sappia fare la Cosmo sarà sicuramente proporzionato alla foliazione; io continuo a faticare a trovare Cosmo Color nelle edicole, potrebbe essere l’occasione per una “dimenticanza” strategica...

lunedì 14 aprile 2014

Ricevo e diffondo

!

Non solo Dungeons & Dragons

Bill Willingham, pur essendo stato "svezzato" da Dungeons & Dragons non si è limitato a prestare la sua opera di illustratore al capostipite dei giochi di ruolo, ma qui di seguito lo possiamo ammirare come valido copertinista per il Land of Adventures di Lee Gold. Il gioco dovrebbe risalire al 1983, e in effetti si nota quanto la mano di Willingham sia maturata rispetto ai primi lavori.

venerdì 11 aprile 2014

Non ho resistito alla tentazione...

La recente serie di post su Retronika inerenti un misterioso comic book capitato chissà come in un film italiano mi ha ricordato un caso analogo in uno degli episodi di Capriccio all'Italiana, il film collettivo del 1968 (ma girato nel 1967) di cui fa parte anche l'opera di Pasolini da cui ho preso il nome per il mio blog.
L'episodio in questione, poco più di una barzelletta, è questo:
Dei bambini si divertono a leggere dei fumetti, obiettivamente non proprio adatti alla loro età.
Ma a un certo punto arriva Silvano Mangano, la teutonica bambinaia del titolo, che disgustata dalle letture di quelle giovani menti getta via i fumetti per raccontare loro le fiabe di Perrault che (quelle sì terrorizzanti) fanno scappare i bambini.
Tra i vari "neri" presenti sulla scena c'è un curioso intruso:

martedì 8 aprile 2014

Un'ottima occasione mancata.

Sul numero 38 del Lucky Luke della Gazzetta dello Sport Andrea Rivi offre nell'editoriale una panoramica su altri tre western umoristici franco-belgi.
Ahinoi, la pubblicazione di Les Tunique Bleues in Italia viene attribuita al solo Il Giornalino, quando invece attualmente la serie è in corso di pubblicazione da parte di The Garfield Show, la migliore rivista a fumetti italiana di oggi. Non compro più Il Giornalino perché una distribuzione a singhiozzo mi ha privato di un paio di numeri e mi dà fastidio avere dei buchi nella collezione, quindi ignoro se effettivamente la serie sia pubblicata sulle sue pagine, ma in ogni caso viene presentata anche dalla rivista dell'Aurea e si è persa un'ottima occasione per fare un po' di pubblicità a una testata fantastica che di certo non gode della stessa visibilità nelle edicole di altre proposte più famose.

domenica 6 aprile 2014

Modena Play 2014

Che poi da quest'anno dovrebbe chiamarsi Play Modena.
Rispetto agli inizi la fiera è cresciuta molto, non credo sia un segnale della fine della crisi ma l'opposto visto che è anche un'occasione per una gitarella in famiglia al solo costo d'ingresso. Nel vedere l'affollamento di ieri (che poi non era proprio opprimente, almeno all'ora di pranzo quando siamo arrivati) un mio amico mi ha chiesto "Ma anche Lucca è così?". "No, è molto peggio." "Allora non ci andrò mai."
A dimostrazione delle dimensioni e della rilevanza raggiunte dalla fiera ho notato che quest'anno il transito dal padiglione A al padiglione C è stato a momenti un po' difficoltoso per la fiumana di persone che si riversavano in una direzione o nell'altra (intasando così il padiglione E che fa da corridoio tra i due) e che sono arrivati i proverbiali procacciatori di aiuti per bambini/handicappati/tossicodipendenti/nonsisabenecosa, per fortuna fuori dalla struttura.
A un certo punto dall'altoparlante hanno annunciato (o forse mi è parso che annunciassero) la presenza di Giuseppe Palumbo, ma purtroppo non sono riuscito a intercettarlo, sempre ammesso che avessi capito bene.
Come al solito il motivo per cui ci sono passato anche quest'anno è l'uscita di un nuovo manuale di Sine Requie. Qui di seguito qualche foto presa allo stand della Asterion Press:
Lo staff artistico: da sinistra a destra Andrea Longhi, Laura Spianelli, Simone Delladio ed Elisa Ferrotto
Laura Spianelli ed Elisa Ferrotto dibattono su quali saranno le risorse che scarseggeranno prima portando all'estinzione dei lavori artistici realizzati con metodi digitali o quelli realizzati con sistemi canonici.
Come sopra, ma col flash.
Alcune fasi del lavoro di Simone Delladio per la dédicace con cui ha abbellito la mia copia de Il Tomo dei Morti Volume II:
Nonostante lo sbandierato concorso quest'anno ho visto pochi cosplayer.
























Cionondimeno...